
CULTURA E MEMORIA NELLA CITTA' DEL FUTURO
«La cultura è anche un mezzo per vivere la città, e una città che vive è più sicura, accogliente, bella, a misura d’uomo. L’arte e la cultura non sono di pochi eletti, sono segno di libertà e di freschezza e questo è il messaggio importante che deve arrivare ai bresciani. Ritroviamo le nostre radici e apriamoci all’esterno in modo da essere un esempio di contemporaneità e sensibilità esorta Cesare Giovanardi, candidato sindaco di Brescia che verrà.La memoria, i giovani che già operano nel settore con molte difficoltà, la passione di molti ricercatori pensionati sono le risorse vere per offrire ai bresciani un progetto culturale solido e di livello internazionale, dove anche le ricadute delle grandi mostre possono essere evidenziate.La realizzazione definitiva del Museo dell’Industria e del lavoro, la collocazione della Fondazione Civiltà bresciana, la Fondazione Luigi Micheletti nel Palazzo Bargnani della Provincia, con altre strutture culturali, è la soluzione forte per la “memoria”. RECENTEMENTE a Brescia sono stati realizzati eventi culturali ridondanti ch e l’hanno indubbiamente portata ad essere riconosciuta come una città sensibile all’arte e più in generale alla cultura ma dobbiamo riflettere su cosa noi intendiamo per cultura. Esiste un’idea di spettacolarizzazione della cultura che riduce il pubblico a spettatore. Ma esiste anche un’idea della cultura, non necessariamente opposta, che educa il pubblico. Uno strumento nuovo e innovativo è l’ufficio relazioni internazionali , come a Torino. Dovrà essere punto di riferimento in materia di finanziamenti comunitari per tutti i protagonisti dello sviluppo locale; promozione del territorio e dei prodotti tipici attraverso fiere, mostre, mostre mercato e altre manifestazioni; organizzazione di scambi culturali internazionali; accoglienza delle delegazioni internazionali; erogazione di contributi ad associazioni per iniziative e progetti che promuovono lo scambio culturale e la valorizzazione delle risorse locali; rapporti istituzionali con le città gemellate e il loro mondo culturale. Infine, il Teatro Grande è un gioiello che deve ritornare patrimonio di tutti i bresciani, vivere di più, essere disponibile tutti i giorni per goderlo pienamente».[C.Giovanardi & L.Cerritelli]
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