giovedì 7 agosto 2008

KIRK DOUGLAS: Una campagna contro la schiavitù.


Alla veneranda età di 91 anni Kirk Douglas ha vinto la sua battaglia personale: gli Stati Uniti d’America chiederanno ufficialmente scusa per la schiavitù. Da due anni l’attore porta avanti una campagna perché il suo Paese si scusi con gli afroamericani «per l'indecente trattamento che hanno ricevuto le persone di colore, prima e dopo la Guerra Civile». Con la voce che trema, Douglas lancia il suo appello davanti alla telecamera di 2-Cent, web tv americana nata da un progetto di persone di colore. «Le scuse dell'America avranno un grande impatto in tutto il mondo e serviranno a far capire che tutti gli uomini sono uguali» spiega l'attore nel video.

LE SCUSE - Per portare avanti la sua campagna Kirk Douglas ha aperto un suo blog su MySpace dove comunica con i suoi fan e sostenitori. «Ho scritto anche ai candidati presidenziali per far sì che venga corretta questa ingiustizia» scrive il Premio Oscar. Il suo appello è stato accolto da un rappresentante del Congresso americano, Steve Cohen del Tennessee, che all'inizio del 2007 propose una risoluzione. Ora quel provvedimento è stato accolto dalla Camera del Congresso. Il testo della risoluzione recita che il governo federale «a nome del popolo degli Stati Uniti si scusa con gli afroamericani per gli errori commessi contro loro e i loro antenati che hanno sofferto per la schiavitù».

RACCOLTA FIRME SU INTERNET - «Mostreremo al mondo che la nazione più forte è capace di un atto di umanità» scrive l'attore sul suo blog che si è congratulato con il deputato del tennessee. Ma la battaglia continua con la raccolta firme, che sarà inviata direttamente al Presidente degli Stati Uniti perché trasformi la risoluzione del Congresso in una scusa ufficiale per la schiavitù. «Le campagne militari costano milioni di dollari. Una scusa non costa niente» dice Douglas nel video. Seduto su una poltrona nel suo salotto l'attore esprime a 2-Cent.com la sua preoccupazione per il futuro, per i giovani che erediteranno «questo mondo incasinato». Dopo quasi due minuti e mezzo, l'attore scherza con il cameraman: «Sto parlando troppo? Mia moglie dice sempre che per un uomo che non sa parlare, parlo tanto».

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